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mercoledì 19 dicembre 2007

Trattoria Pizzeria (Dar Quajaro)

Voto: 5
Prezzo medio: 16 €
L.go Mola di Bari 19, Roma (zona Quarticciolo)
Giorno di chiusura: giovedì
Tel: inutile, tanto non accettano prenotazioni!

Memori della precedente visita siamo tornati volentieri in questa pizzeria trattoria molto “rustica” sita nel quartiere popolare del Quarticciolo, ancora ignari di andare incontro ad una cocente delusione.. D’altra parte una spia rivelatrice ce l’abbiamo avuta fin dall’inizio, fin da quando cioè, appena arrivati, constatato che il locale era pieno (di martedi sera: buon segno direte voi, ma aspettate..) ci siamo sentiti dire dal (signorile) proprietario, testuali parole: “nun lo so quanto c’è da aspettà, se volete aspettà bene, sennò io nun so che favve”. Al che, immantinente persuasi da ciò a “girare i tacchi”, il fato beffardo ha voluto che proprio in quell’istante si liberasse un tavolo giustappunto per 4 commensali, quali eravamo noi: eccoci quindi a raccontarvi di quest’esperienza tutt’altro che esaltante.
L’ambiente e l’atmosfera sono molto “caserecci”, il che, per noi navigati frequentatori di bettole romane, è tutt’altro che disprezzabile: ma quando l’informalità sfocia nella maleducazione o in un servizio grossolano e disattento non riusciamo a tollerarlo (né tantomeno a capirlo..).
Cominciamo con un antipasto all’italiana, l’unico disponibile, così composto: una fetta di salame e una di prosciutto crudo, di freschezza non eccezionale, un quadratino di formaggio non meglio identificato, e 4 olive nere secche e insapori. D’accordo l’inizio non è dei più esaltanti ma restiamo fiduciosi.. Per primo ordiniamo spaghetti cacio e pepe, carbonara e rigatoni alla matriciana, ma questi ultimi purtroppo non ci arriveranno mai, dato che per un disguido, avvenuto vogliamo sperare in buona fede ma di cui nessuno ha avuto il buon gusto di informarci, arrivano al nostro tavolo due rigatoni con ragù di spezzatino, con poco condimento perlopiù slegato nei sapori. La carbonara e la cacio e pepe, seppur di discreto sapore, risultano però fastidiosamente secche, senza contare poi che nella carbonara la presenza dell’uovo è talmente esigua da far pensare che pure quella sia stata sostituita con una gricia!
A questo punto il morale non è certo alle stelle ma stoicamente proseguiamo per la strada intrapresa, incamminandoci, ormai assai timorosi, verso i secondi: braciola di maiale e quella che da sempre è la specialità del locale, ovvero quaglie alla brace. Dobbiamo rilevare che il livello è stato leggermente migliore di quello dei primi (certo ci voleva poco...) ma nemmeno qui sono riusciti ad entusiasmarci. Le braciole sono risultate in fondo ben cotte e dal gusto discreto, le quaglie (accompagnate da due bruschettoni con l’olio di cottura delle stesse) innegabilmente saporite, ma la quantità industriale d’olio utilizzata può dare più di qualche fastidio ad uno stomaco delicato..
Da bere si può scegliere tra il bianco della casa e un rosso in bottiglia, un Castelli Romani “La Selva”, che ci è arrivato al tavolo già stappato (ma in fondo cosa pretendiamo…). Alla fine del pasto una discreta tortà Malù panna e cioccolato e un onesta crostata di pere. Il caffè non è previsto e forse sarebbe stato meglio che cosi fosse anche per la grappa: imbevibile, ignota (e tale è rimasta anche dopo aver chiesto delucidazioni alla cameriera) e presentata in bicchierini di plastica..
Che dire, il locale ha un nutrito successo tra gli abitanti del quartiere e delle zone limitrofe: anche se, sulla base di questa esperienza, non ci spieghiamo completamente il perché, vogliamo (ingenuamente) pensare di aver sventuratamente inanellato una serie di “coincidenze” infauste..
Laddove pertanto siate “de bocca bona”, una visita tutto sommato potete anche farcela, se non altro per “ammirare” le caratteristiche attrative del luogo..
C.P. (19/12/2007)

1 commento:

Unknown ha detto...

Ciao, ora il Quagliaro è chiuso la domenica e accetta prenotazioni
http://www.quagliaro.it